CFdM day07 Venarotta _ Ascoli Piceno 18km 380mD
Dopo aver battuto il record di ore consecutive nel sacco a pelo, mi posso alzare e lasciarmi alle spalle il glaciale alloggio: 07.40 e si va, ripercorrendo gli ultimi due chilometri di ieri fino a trovare il bar, finalmente aperto (08.00 km01,5)!
Doppia brioche e caffè americano bollente e si riparte: appena dieci minuti per ributtarsi nel vento freddo che spazza il paese, ed altri dieci per abbandonare l’asfalto dove dal curvone si sterra su forestale, pesantemente segnata dai cingoli di una ruspa al lavoro (08.20 km02,5). Le argille della pista, bagnate e rivoltate dal mezzo, sono viscide e scivolose, e si attaccano tenaci alle suole: slittando raggiungo un bivio non segnato, dove il lavoro della ruspa si interrompe e la traccia prende il sentiero a destra, inciso dall’acqua e bordato di rovi, il corso d’acqua in basso a destra.
Esco in breve su pista scassata sotto Casa Salara (08.45 km04) ed in cinquecento metri ancora ecco un bivio tra i calanchi, seguito da un facile guado (08.50 km04,5), oltre il quale si può raggiungere una pista compatta ma traversata da numerosi rigagnoli.
Una mezz’ora segnata da un paio di casali, una rampa ed un piccolo santuario in pietra (09.20 km07), oltre il quale si giunge al borgo di Vena Piccola (09.30 km 07,5) traversato il quale si lascia il breve asfalto su pista che si fa singletrack verticale, e giù a bomba nel bosco a fino a sbattere contro un’ampia radura a fondo valle (09.50 km09): oltre i ruderi di un casale sorvegliati da un vecchio noce, un guado ghiacciato, una pista fangosa da risalire e dieci minuti di buona pista compatta.
Altri dieci ed ecco la strada appena prima del paese di Villa Curti (10.10 km10).
Dieci minuti senza zaino, col culo sul freddo guardrail: una barretta, un sorso d’acqua e si va, seguendo la strada col borgo alle spalle.
Si sale veloce, poi al curvone si molla il bitume per un sentiero che traversa un pascolo sotto il paretone che domina il borgo (10.30 km11): oltre le stalle riecco una pista, ora in discesa, che alterna terra, ghiaia e vecchio bitume butterato dal tempo, mentre attraversa una valle verde punteggiata di orti e fattorie.
Un’ultima rampa per lasciarsela alle spalle, una chiesetta che sembra segnarne la fine, o l’inizio, ed ecco l’asfalto (11.00 km14): poco oltre il cimitero e, oltrepassato il cavalcavia (11.15 km15), eccomi ormai alla meta.
Un chilometro di marciapiedi, incroci, condomini, scuole ed uffici pubblici ed ecco, oltre il ponte, la porta d’accesso ad Ascoli Piceno (1125 km16).
Il centro è notevole, bianco di marmi e parato a festa, i bar sono affollati, lo struscio in pieno svolgimento: peccato avere appena il tempo per qualche foto al volo… ho il primo di una lunga serie di treni da prendere (1145 km18)!
