Tierra de Alma day25 Parc de les Aiguamolls _ Caldes de Malavella 106,5km 1200mD+

Notte animata dal rimbombare degli spari nei terreni poco lontano: qualcuno cerca di convincere i cinghiali a non devastare le vigne, suppongo…
All’alba ancora riverberano i tuoni del calibro dodici: o fanno fuori una cassa di munizioni a notte, o sono degli altoparlanti!
In ogni caso, non aiuta molto a dormire tranquilli, diciamo…
Sia come sia, venti minuti di “meditazione” ed esco dalla tenda, smonto ed impacchetto tutto, pulisco la trasmissione e via che si va (08.20).
La pista si inoltra nella bruma del mattino sotto nuvole basse e scure, tra i campi, le vigne, le vacche al pascolo ed i gabbiani a razzolare tra i coltivi, circondati da tamarindi, platani, canneti, roveri, pioppi ed altre essenze…
Percorro un contorto singletrack tra i reticolati dei pascoli, poi un più lineare doubletrack e raggiungo l’asfalto a Castello d’Empuries, dove è tempo di colazione (08.50 km08).
Consueta mezz’ora e si riparte: esco dal bar, infilo un paio di rotatorie e prima del fiume prendo una larga pista che mi accompagna al ponte dove prendo, sia pur per un breve tratto, la via Verde de La Muga che si fa largo tra i campi, le fattorie e gli allevamenti alle spalle della cittadina (09.35 km12,5), per poi andare a ritrovare le indicazioni della Pirinexus, il velo di pesante umidità stracciato per un attimo dal volo, inaspettato, di un ibis egizio!
La pista si fa sterrata ed affianca un canale di acque pressoché stagnanti tra filari di platani, canneti, roveri e tamarindi: un branco di cavalli si muovono in lenta processione da un pascolo all’altro, mentre cicogne, ibis, ed altri trampolieri zampettano nelle risaie prima che lascino posto a campi di grano già mietuto e frutteti.
Lascio la traccia polverosa per un nastro d’asfalto che scorre tra ordinati meleti, campi di mais e filari di cipressi (09.45 km15,5) e giungere così in un quarto d’ora a Sant Pere Pescador (10.00 km18).
Oltre il paese si attraversa il rio Fluvià e lo si segue sulla sponda opposta, poi gli si voltano le spalle e si pedala tra i freschi frutteti fino alla periferia de l’Armentera (10.15 km21,5).
Ancora un po’ e si torna a sterrare, sempre tra i frutteti, si attraversa la carretera e si prosegue sulla polverosa pista tra i campi mietuti separati da siepi di tamarindi, raggiungendo in dieci minuti Molì de l’Escala (10.40 km29).
Una rampetta porta a salire sul piccolo tavoliere coperto di sterpaglie alle spalle del paese, per attraversarlo velocemente e poi scendere giù, tra pini marittimi e fieno tagliato da poco.
Si attraversa la carretera, poi si costeggia una bella fattoria turrita ed eccomi alla periferia di L’Escala, dove freno al bar in cui mi imbatto alla prima traversa: ora di merenda (11.00 km32,5)!
Bocadillo jamòn tomate e cervezaylimon, canonica mezz’ora e si salta in sella: si attraversa la pineta e si entra nel parc del Montgrì all’altezza del camping Punta Milà (11.40 km36), da cui la pista forestale diventa esclusivamente ciclopedonale.
Si procede bene sul fondo compatto, prevalentemente in buona salita: si piega a gomito oltre la costa (12.00 km39,5), scende un po’, si traversa e si risale a la Montanya Gran (che tanto grande non è, 120mslm), da cui si scende verso il fondovalle a Torre Ferrans, verso una bella fattoria murata (12.15 km44).
Dopo un tratto su asfalto secondario si passa a lato di Bellcaire, a ritrovare la pista (12.30 km47,5) e scendere al bel borgo di Ullà, deserto e silenzioso, dove mi concedo una rapida sosta alla fuente davanti la chiesa (12.40 km50,5).
Un paio di chilometri dopo, eccomi sulla sponda sinistra del già conosciuto fiume El Ter: un ponte mi permette di raggiungere la riva opposta e la città di Torroella de Montgrì (13.05 km54,5) da cui bastano dieci minuti per raggiungere l’antico Pont Vell de Gualta ed il centro dell’omonimo pueblo medievale, dove il caldo assassino impone una pausa frutta fresca, e Komoot reputa giusto chiudere il giro (13.20 km57 460mD+).
E allora, dopo la prevedibile mezz’ora, si fa ripartire il conteggio da zero: via tra muretti, campi ed alberi nel caldo meriggio, profumato di resina e rumoroso di cicale fino a Peratallada (14.20 +km06,5), con la iglesia di Sant Esteve in stile romanico/gotico dall’interessante monoblocco frontone/campanile a vela, fuori dalle mura: si entra dal portale oltre il fossato originale, si gironzola tra le strette viuzze, si esce lungo il canale ad imboccare una sterrata tra i boschi fino a toccare appena Canapost, oltrepassando la strada, per proseguire (14.45 +km09,5), ed aggirare, tra i campi di girasole e di mais, il borgo fortificato di Castell d’Empuries (+km12). Da qui un tratto di carretera (15.00 +km14) permette di giungere a Cruilles (15.15 +km17,5 m), ennesimo bel borgo medievale: le colline di questo lembo di Catalunya ne sono costellate.
Mi concedo dieci minuti di sosta nei pressi di Can “de no se que” (non ne ho appuntato il nome), una delle tante, isolate, fattorie o casoni che punteggiano queste fitte pendici boscose (16.00 +km24 220mslm), poi proseguo ed imbocco il Cami de Metgès che, nel giro di un chilometro, mi presenta una dura rampa: si prosegue comunque in salita fino a conquistare il Col de Metgès, massima elevazione della tappa odierna, se non sbaglio (16.55 +km29 410mslm).
Un quarto d’ora in prevalente, buona discesa ed eccomi sul Camì de Cassà, pista tagliafuoco tra pini marittimi e sughere (17.10 +km32), dove la musica non cambia: buon fondo, compatto ma polveroso, orizzonte molto limitato dal folto bosco, gradita protezione dal sole ma elevata umidità.
Ancora qualche chilometro poi, alle case che preannunciano il paese, la pista taglia la strada e aggancia il sentiero de la Talaia (17.30 +km36,5) che porta dritto all’animato pueblo di Cassà de la Selva: bambini che giocano a pallone in piazza, tavolini già gremiti da avventori che aspettano l’apertura dei bar, alcuni negozi aperti… per me è ora di spesa veloce e merenda: pane, chorizo e frutta (17.40 +km38 660mD+)
Cazzeggio un po’, poi consulto Maps in cerca di una sistemazione per la notte… sto proprio per partire, ormai, ed eccolo qua: è il temporale che aspettavo, finalmente!
Inutile dire che Komoot ha chiuso anche questa parte della giornata e che, di conseguenza, riparto alle 19.15 e km00, secondo lui… vabbè, no pasa nada!
Nel giro di millecinquecento metri eccomi sulla Via Verde Ruta del Carrilet, pista di terra rossa fradicia di pioggia, che sfila tra boschetti, campi, pini, sughere e mais lucenti d’acqua e grandi casali; devio in breve sulla Ruta Termal (+km03) e giungo senza troppe storie, ma nell’aria rinfrescata dal temporale, al paesotto di Caldes de Malavella, che pare proprio prepararsi ad una grossa festa: transenne pronte, bandierine ovunque, bar sprangati… significa che la cena è in grave pericolo (19.45 +km09)!
Freno in centro, compro un paio di cose per il pasto serale e riparto per giungere, ovviamente in salita, all’area camper dove ho trovato una piazzola per la notte… (20.05 +km11,5 80mD+)

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