CFdM day06 Comunanza _ Venarotta 24,5km 750m
L’ultima notte dell’anno ed ecco l’inizio del 2026: un tè caldo, un pezzo di dolce, zaino pronto e si va… suonano le 09.30, bene così, la tappa è corta.
Fuori nel vento freddo e nell’ombra tra le strette stradine del centro, presto sostituite dalla salita, dapprima su secondaria e poi, al suo colmo, da pista sterrata (09.45 km01), tenendo le montagne a destra, sullo sfondo.
Procedo regolare, scaldando il sangue e togliendo strati di vestiti, giungendo in breve al bivio Sette Carpini (10.20 km03,5), da cui in breve si scende ripidamente al piccolo borgo sottostante, probabilmente omonimo, per trovare la pista principale che piega verso destra.
Rimanendo principalmente in ombra e seguendo il corso d’acqua a fondovalle, la pista porta ad una selletta al sole sotto un casale (11.20 km08) e, proseguendo, ad agganciare l’asfalto sulla dorsale tra due case, dove sosto dieci minuti prima di tenere la sinistra in direzione del borgo di Tavernelle (11.50 km10,5).
Non molto da vedere, fin qua, percorrendo vallette e pendici boscose: ma ora lo sguardo si può aprire verso sud, spaziando sui Sibillini, ancora bianchi di neve ma seminascosti da nuvole basse e velature d’umidità…
Seguo brevemente la vuota provinciale, poi giù su scassata stradina segnata da piccole frane e curvoni ghiacciati (12.10 km11,5) che, una volta decisa a scorrere in falsopiano, porta a Palmiano, il più piccolo, e comunque deserto, comune del piceno (12.55 km15).
L’orario è giusto ed il sole è caldo: appoggiato ad un muretto che mi ripara dal vento freddo, è ora di una bella sosta autarchica! Un paio di paninetti provola e lonzino, una weiss da mezzo sopravvissuta alla serata di ieri, uno snickers… che ben!
La campana batte le 14.00: zaino in spalla, si va.
Ritorno sui miei passi, riprendo la provinciale e, in salita, do le spalle al paese: inavvertitamente oltrepasso il punto da cui dovrei prendere il sentiero lasciando l’asfalto, ma siccome evidentemente si porta a nord del crinale, e quindi all’ombra, rimango sulla strada, comunque deserta, per agganciarmi alla traccia sulla sella poco oltre (14.25 km17).
Da qui la traccia scende, su fondo erboso prima e buona pista poi, permettendo di godere ancora un po’ del sole: poi scavalla di là del costone e scende all’ombra su sentiero fangoso, rotto e scavato dall’acqua (150.0 km20).
Foglie, sassi, argille scivolose, canali, rovi: un po’ di attenzione e la traccia confluisce su di una pista ghiaiata che corre parallela ai capannoni della zona industriale (15.20 km21)… ancora cinquecento metri ed ecco il bivio sulla principale, seguendo la quale è un attimo giungere al centro di Venarotta. Appena fuori dal centro un paio di ragazzini scoppiano gli ultimi petardi: in giro non c’è nessun altro, l’unico bar è chiuso, i due ristoranti pure (15.40 km22,5).
Ok, niente caffè: torno al bivio e mi dirigo verso l’ostello, fuori paese ed in salita, oltre la frazione Castello.
Il vecchio convento francescano, di fianco al cimitero del paese, ospita lo Spedale San Francesco, sulla carta caldo ed accogliente riparo con camere singole ed uso cucina.
In realtà, le uniche due porte aperte sono un bagno e sì, una singola: cucina sprangata, riscaldamento spento, edificio ghiacciato (16.10 km24,5).
Va bene, niente caffè e niente tisana… e niente cena.
Doccia, calda per fortuna, e mi seppellisco nel sacco a pelo, cui aggiungo un paio di coperte: ne esco domani!
