Tierra de Alma day12 Tudela _ Carcastillo 138km 1450mD+

Ore 07.00 sveglia e solita routine, cui aggiungiamo un mezzo melone bianco a colazione ed un mezzo litro di the caldo in quel dell’albergue, decisamente basico ma adatto alla bisogna.
Un secondo, veloce, desajuno con cafè con leche e napolitana al bar e si lascia Tudela, nella mattinata fresca e ventosa (08.10)
Due chilometri d’asfalto in tutto e, oltre il ponte sull’Ebro, è subito cammino lungofiume, tra grano e risaie punteggiate da aironi e cicogne. Attraverso la carretera e cambia il panorama, non più la zona umida delle risaie ma il secco terreno della steppa (08.35 km09).
In un paesaggio da film western la pista di terra secca conserva le impronte degli animali che l’hanno attraversata: la terra spaccata dal calore del sole scrocchia sotto le mie ruote come il cioccolato dell’uovo di pasqua!
Il single track si inoltra nell’arida landa coperta da erbacce ed arbusti, ma che nasconde però alcune forre ancora umide in cui si profonda con facilità!
Nessun animale in vista, a parte gli avvoltoi che mi ruotano sopra la testa…
Guadagno un piccolo rialzo sulla piana secca ed arida (09.05 km13,5) e proseguo verso la balza successiva, che nasconde un ovile diroccato: oltre la collina si scende veloce ad agganciare una pista agricola che mi riporta verso la carretera, utile a raggiungere l’ingresso ufficiale del parco… fin qui era un trailer, diciamo!
La pista prosegue dritta, dapprima tra le risaie poi sotto le pendici stratificate che segnano il limite estremo del parco: un paio di chilometri veloci, utili a pulire i copertoni dalle argille fin qui raccolte, ed eccoci sull’asfalto (0920 km17).
C’è da pedalare qualche chilometro tra colline coltivate a grano e pecore al pascolo, a sinistra campi arati e corrales sulla destra, con sullo sfondo il profilo delle bardenas: si sale oltre un paio di colline e si apre il panorama, un’arida piana punteggiata da isolate torri rocciose… si piega a sinistra e si entra nel parco su ottima pista (09.40 km22).
Si scorre facile sull’ampia sterrata, ed in un quarto d’ora ecco il Castildetierra, torre naturale emblema delle Bardenas Reales de Navarra (0955 km26).
Qualche foto, poi imbocco il rettilineo verso la caserma che gestisce il poligono de tiro (10.15 km30): proprio di fronte sterzo sulla carretera che se ne allontana… giusto duemilacinquecento metri e la lascio per una pista che si butta a sinistra tra le mesas: la parte turistica finisce qui!
E infatti: bastano un paio di chilometri nella steppa e la mia traccia scompare nel FANGO, decisamente maiuscolo (10.25 km34,5)! Non ci sono soluzioni sulla mappa, ma con calma aggiro il guado paludoso e ne trovo uno alternativo, quasi facile da passare: si prosegue!
Bivio a sinistra (10.50 km37), disegno curvoni sui fianchi selvaggi delle mesas silenziose, risalgo la vallata e passo sotto al Cabezo Cimorra, poi la pista si avvolge su se stessa e torna indietro (11.10 km41): un paio di chilometri, inversione ad U e risale a tornanti, lenta ma costante, fino ad un altopiano tenuto a pascolo e grano (11.30 km44).
Solco la vasta distesa, aperta verso la valle a sinistra e chiusa dalle creste sui lati: piego a sinistra per attraversare il coto privado Cabeza la Vieja… il diritto di passaggio dovrebbe essere garantito, e se no… amen (11.45 km47)!
Giù a bomba, inanellando un bivio dietro l’altro: si imbocca una bella pista agricola veloce in discesa (12.00 km51,5) da cui si torna verso la zona turistica, diciamo (12.25 km57), ma un tornante mi porta su ad un altro altopiano (13.00 km61 630mslm), e sono ormai sul lato opposto alle Bardenas delle foto: qui le pendici sono boscose e le rocce stratificate emergono tra pini, pascoli ed arbusti.
La pista scende e risale a più riprese, sempre severa ed esigente: il fondo sassoso o sabbioso, inciso dalle acque, le pendenze sempre decise… per fortuna oggi son solo 33 gradi: rispetto a ieri fa quasi fresco!
L’ennesima rampa ad un crinale su cui si staglia un ovile (13.45 km69 630mslm): continuo a macinare sabbia e ghiaia fino ad agganciare una pista sabbiosa (14.20 km76) che mi porta ad attraversare una carretera, breve sprazzo di civiltà!
Proseguo a pedalare nelle badlands, tra i toni del giallo, del grigio, del rosso, nel silenzio rotto solo dal rumore delle cambiate o dai ciottoli che colpiscono il telaio nelle discese: ecco un casolare che sembra un bivacco privato, forse per i cacciatori (15.20 km89)… un bivio, una discesetta e si risale a percorrere un aereo crinale sospeso sulle valli delle Bardenas.
Scendo alla pista principale, quella che auto e moto percorrono per fare il periplo del poligono di tiro (15.35 km93): l’acqua è finita da un pezzo, e son costretto a chiedere ad una famigliola di francesi fermi in sosta (15.50 km98). Mi regalano una bottiglia da litro e mezzo fredda di frigo ed una mousse ai frutti rossi evidentemente destinata ai piccoli di casa: è freschissima e mi sembra deliziosa! Merci!!!
Loro ripartono, io mi appoggio ad un cippo a finire la bottiglia prima che diventi calda… e vaffanculo!
Venti minuti in tutto e riparto sulla pista turistica: poi un sentiero stacca a destra dopo capanno… è la mia traccia (16.45 km106)!
Ovviamente tra le barrancas più remote ed inospitali, con i guadi più fangosi e profondi, con il fondo più scassato o sabbioso: proprio un bel giro!
Risalgo un’ultima forra e son costretto ad una sosta al capanno El Paraiso: la trasmissione cigola come le porte di un castello infestato… da almeno un paio d’ore (17.05 km107)!
Dieci minuti e, pulita ed oliata, par già di far meno fatica: c’è da guadagnare il Passo del Ciervo, quindi è solo un’impressione, purtroppo… si sale (17.20 km110)!
Si procede abbastanza bene, per fortuna le pendenze ed il fondo non son così punitivi, anche se ormai son abbastanza stanco: scatto qualche foto nella vallata a sinistra alla torre del Castillo de Peñaflor, costruita proprio sulla sommità di un conoide roccioso, e ne approfitto per riposare un attimo.
Ma ecco il passo, e che panorama sulle Bardenas (17.45 km112)!
Due chilometri ancora e la pista solca un altipiano spazzato dal vento: madonna che fadiga, mai un attimo di respiro!
Campi, pascoli, sto altopiano non finisce mai: poco prima di un grande ovile ed altri edifici, lascio la grigia pista sassosa per un doubletrack rosso tra pascoli che aggancia una pista rossa… un po’ meno sassosa
(18.25 km119).
Si fa fatica lo stesso, ma insomma… sei chilometri in moderato saliscendi e finalmente la pista mi porta giù di un paio di piani: le vallate della Bardenas sono ormai fuori vista, sulla destra.
Si scende ancora un po’ ad un altro altopiano (19.00 km128) e poi si arriva al monumento al Pastor Bardenero (19.10 km129), utile come punto di riferimento, diciamo… risalgo ad un canale artificiale (19.25 km131) e mi guadagno… un altro tratto di discesa controvento decisamente faticosa: neanche la gravità pare funzionare, porca miseria!
Le gambe ormai sbiellate, arrivo alla carretera (19.40 km135): entro al minimarket del pueblo appena prima della chiusura, per fortuna!
Mezza anguria, pesche, tanica da cinque litri d’acqua, the da un litro e mezzo: riempio subito la cranktank, schieno il the, e mi scaravento a cena!
Sopra il bar El Deportivo hanno anche delle stanze: Carcastillo, olè (19.50 km138 1450mD+)!

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