Tierra de Alma day11 Nuestra Senora de Rodanas _ Tudela 78,5km 1010mD+

Notte fresca e tranquilla su un tavolaccio del merendero, sotto il cielo trapunto di stelle.
Sveglia con sorpresa: il bar è aperto!!! Sono solo le 07.00… incredibile!
Sbaracco la zona notte, carico la bici e pulisco la trasmissione, doppia colazione e, ore 08.35, si può andare.
Lascio la zona ricreativa del Santuario: subito giù in discesa su strada asfaltata per un breve tratto, ad imboccare una pista rossa che si inoltra tra i campi (08.40 km02).
Mentre procedo, il fondo si fa rossoviola, viola, bianco: si procede tra mandorli e vigne, qualche casas de campo in pietra rossa di sentinella, mentre si sale gradualmente verso le creste che chiudono l’orizzonte.
Spezzo un attimo l’ascesa: in dieci minuti di sosta all’ombra al cruzeiro de Nuestra Señora passano ben tre fuoristrada… è proprio un incrocio importante (09.25 km12,5)!
Si sale a sinistra verso un gruppo di edifici piu in alto, giungendo in breve al cementerio e poi al pueblo di Tabuenca, dove fuente y bar sono presenti e disponibili (09.40km14,5 800mslm).
Io però tiro dritto: si scende tra pascoli e ruscelli, su fondo vario, per poi affrontare una salita su rampa brutale, dal fondo misto sabbia sassi schifo ed inciso profondamente dalle acque: non si può mollare un attimo o ci si pianta, ma appena spiana due metri mi fermo per lavare gli occhi dal sale, almeno questo (10.20 km21,5 870mslm)!
Un chilometro e mezzo ancora ed al bivio successivo (22,5km) si resta in quota per un po’ a rifiatare tra campi e pascoli, per poi scendere a bomba su pista di sassi e sabbia nera per i prossimi due chilometri e poi risalire ad una forcella, tornando in quota (810mslm), per seguire il cartello che indica verso Talamantes: si scende con decisione, infilandosi nella stretta gola dal cui fondo, con un paio di tornanti, poso le ruote sulla carretera che, ora con pendenza decisamente più moderata, mi accompagna verso il pueblo (km27).
Le viuzze del villaggio prevedono solo curve strette e marce ridotte, ma seguendo i provvidenziali ed inequivocabili cartelli in legno, raggiungo lo spiazzo del local social di Talamantes: saluto i vecchietti che alzano la testa dai loro caffè corretti e… radler gigante, subito (11.10 km29)!
Oltre al bar in paese è presente anche un albergue: io però mi limito a godermi la sosta, rinforzata da un panino con mezza baguette acquistata ieri… canonica mezz’ora e si va, con gli auguri dei coriacei ottuagenari locali (11.40).
Esco dal pueblo su decisa carretera de montaña: nessuno in giro, solo salita, silenzio ed il profumo del rosmarino.
Raggiungo la forcella e mi butto giù sul veloce asfalto, sul quale scorre anche il Camino de la Cruz de Caravaca, a quanto pare (12.00 km31 1000mslm): perdo quota in fretta ed arrivo in breve ad Alcalà de Moncayo (12.25 km38 740mslm), dal quale continuo a scendere fino a La Veruela, monasterio con muralla (12.40 km41,5).
Incontro una famigliola che mi bombarda di domande sul viaggiare in bici e… “ma sei italiano?”
Con la coppia valenciana_pescarese ed i tre figlioletti si può parlare in entrambe le lingue, e così mescoliamo un po’ gli idiomi: io però non visiterò il complesso, dato che dovrei lasciare la bici in parcheggio… per consolarmi svuoto quasi da solo un tupperware di fette d’anguria!
Saluto Pasquale e famiglia, e riparto: attraverso il piazzale, supero il cruzeiro ed imbocco il tratturo, scassatissimo tanto per cambiare, verso destra (13.00): neanche da dire che, in breve, è salita fino ad un bivio sul crinale (13.25 km46) da cui si pedala per un breve tratto a mezzacosta prima di buttarsi giù su fondo criminale e a rotta di collo fino a carretera e sottopasso (13.35 km48) da cui altro camino con fondo muy malo ma, perlomeno, principalmente in piano!
Via di grinta che il caldo è ormai insopportabile, ed eccomi tra le vie di Tarazona in cerca di liquidi e frutta (14.00 km56).
Trovo un market e compro paraguayos e acquarius, che stermino in poco tempo assieme al bocadillo gemello di quello del mattino, approfittando di un parchetto spelacchiato proprio a due passi. Sbevacchio e sonnecchio, ma ad una certa bisogna andare: e allora via,16.30, ad agganciare subito fuori città la Via Verde Tarazonica, come di consueto ex linea ferroviaria schiodata e convertita.
I primi chilometri sono in favore di gravità, il che rende la ripartenza sotto il maglio solare un po’ meno traumatica: un quarto d’ora ed ecco la vecchia stazione di Malon (16.45 km63), ma via a testa bassa oltrepassando anche quella di Cascante (1700 km68+++? Komoot impallato), il ponte ciclopedonale che sovrappassa la carretera, guarnito di area di sosta (17.20 km74,5) ed ecco anche la fine del percorso e l’inizio della ciclabile urbana alla periferia… ancora qualche colpo di pedale ed eccomi di fronte al malfamato Albergue municipal di Tudela (17.30 km78,5 1010mD+).  

Potrebbero interessarti anche...

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
Translate »