CFdM day05 San Liberato _ Comunanza 30,5km 740mD
07.00 sveglia e routine del mattino: aspetto termini la messa per salutare e ringraziare Fra Moreno, poi si può partire (08.30).
Fa freddo, quella che dopo il mio arrivo qui era pioggia, poco più su era neve, come testimoniato dai bianchi contrafforti che posso vedere oltre il crinale boscoso.
La strada è deserta, ma i cristalli di sale suggeriscono che almeno qualcuno sia passato: in breve la lascio per un sentiero a tagliare i tornanti (08.55 km02,5): si inizia a scendere, spalle alle cime imbiancate dei Sibillini, dapprima su veloce sentiero poi su pista compatta con tratti saliscendi ed infine il sentiero ridotto ad un fosso fangoso per arrivare a prendere l’asfalto in contrada Campanotico (09.45 km06)… quindici minuti ed un’ultima discesa ed eccomi a Sarnano: in piazza fervono i preparativi per il Capodanno!
Io mi concedo finalmente una colazione… tripla!
Tre caffè americani bollenti e tre diverse brioche, con il cioccolato a farla da padrone. L’ultimo caffè me lo offre la proprietaria, con gli auguri di finire bene l’anno… venti minuti in tutto e sono di nuovo per strada.
Ore 10.20 e si va, il tempo scarseggia: esco di città senza visitare il nucleo centrale, fiancheggiando gli impianti sportivi e le scuole si scende verso valle, passando per capitelli votivi e chiese recentemente restaurate si imbocca la Via delle Cascate Perdute, dalle acque gorgoglianti, per poi montare una pista la prima sterrata e poi su vecchio asfalto che si inoltra tra i prati e di campi (10.40 km08,5).
Un chilometro e si torna su pista (10.55 km09,5) per poi sterrare fangoso (11.00 km10,5) fino ad un bivio in falsopiano, su fondo a volte più asciutto a volte decisamente meno, ma che segue sempre a mezza costa l’andamento del fiume che scorre sottostante: passo sulla riva opposta della valle godendo di un po’ di sole e sempre in leggera salita sul fondo buono arrivo a traversare la strada proseguendo dritto in direzione del borgo di Le Piane (11.45 km14) dove cammino a bordo strada (12.10 km16) ed oltrepasso il parco di Snoopy, cimitero per piccoli animali domestici (12.35 km18).
Raggiungo il centro di Amandola, gironzolo in cerca di cibo ma non mi fermo, dato che non trovo niente di caldo e pronto: scendo in traccia, ma una frana si è e portata via il sentiero sotto al paese ed ha bloccato la strada sottostante. Mi sposto allora sull’asfalto: a piedi si passa, e ritrovo così la traccia che scende (12.55 km19,5) puntando delle opere idrauliche ed un ponte romano (13.10km20,5) dopo il quale si sterra su fangazza appiccicosa, poi si scorre lungo un canyon (13.25 km21,5) e, superata la Madonna delle Grazie, la traccia asfalta e porta al borghetto di Salvi (13.35 km22) poi sterra per tornare su secondaria tranquilla tra le dolci colline dove i campi, punteggiati di casali, riposano.
Ancora in salita noto una piccola corte dai muri assolati riparata dal consueto vento freddo (14.05 km24,5): mi godo così una bella sosta sosta sulla panchina al sole, bevendo un caffè e chiacchierando col simpatico padrone di casa. Alle 14.40 riparto, e a fine salita son di nuovo in falsopiano, serpeggiando sulla deserta secondaria tra sole e ombra: un tratto su sentiero (15.20 km27,5) poi secondaria ancora, un altro pezzo sterrato (15.40 km29) ed il gran finale asfaltato (15.50 km29,5) che conduce a fondovalle alla cittadina di Comunanza: mi siedo in centro in bella vista ad aspettare Gianfranco, che mi aprirà l’ostello (15.55 km30,5).
Giusto un quarto d’ora ed eccoci qua, proprio vicino alla chiesa, dietro al municipio: prendi possesso dell’ostello, poi vado al Tigre per un po’ di spesa, mi faccio un tè caldo, doccia bollente e sacco a pelo mentre attendo l’ora per il cenone…pizza e kebab sikh, poi birretta e patatine con un libro…
Gran finale!
