Tierra de Alma day15 Loarre _ Nocito 77km 1670mD+

Gran menù domenicale al ristorante del camping… decido di fermarmi e dedicare qualche oretta a lavare i vestiti, barba, capelli, doccia: giusto il tempo di sedermi con una birra ed arriva il primo temporale della serie!
Vabbè, le robe erano bagnate…
Torna il sole, poi altra bomba d’acqua, vento forte: insomma, si prospetta una notte impegnativa!
Smette di piovere ma non di soffiare: il vento ulula e fa sbatacchiare i teli a mitraglia, ma nel sacco si sta benone, e vaffanculo!
Sveglia alle 07.00, un po’ di baruffa con Eolo che mi impedisce di ripiegare bene i teli ma che in compenso finisce di asciugare le robe umide di ieri: bici pronta, si va (08.25)!
Discesa refrigerante su carretera: giù due chilometri a bomba fino alla piazza di Loarre… un bar aperto! Desajuno, subito!
Esco dal pueblo ed imbocco il camino de Bolea (08.55), bella pista agricola in falsopiano, poi carretera secondaria (09.25 km11) ed ecco Bolea, importante snodo jacobeo (09.35 km13): salgo a la Colegiata del XVI secolo che domina il pueblo, ovviamente chiusa.
Ridiscendo e via su pista fino ad agganciare asfalto secondario tra i boschetti ed i frutteti che conduce in un amen ad Anies, da cui esco in salita (10.25 km21) su buona pista diretta alla Sierra Caballera.
Buona perché pedalabile: è comunque sassosa, impegnativa e a tratti decisamente ripida! Si prosegue a spingere con calma sui pedali fino ad oltre il sentiero per la Ermita de la Virgen de la Peña, riservato ai pedoni, che si arrampica all’eremo abbarbicato alle rocce soprastanti (11.06 km23,5).
La vera benedizione è che ora posso godere di un tratto in falsopiano su forestale a mezzacosta tra un tavoliere a grano a valle ed una fascia boscosa a monte, per poi proseguire sopra barrancas e torri di roccia che emergono dal fondo boscoso, rotolando su una pista dalle  morbide curve ed il buon fondo.
Un bivio ad un curvone evado a destra sul camino Anies_Bentuè (11.35 km26,5 1150mslm): in breve il paesaggio cambia, ed il folto di aghifoglie cede alla prateria arbustiva e agli alberi a basso fusto… Cima Sierra Caballera è ormai vicina (12.00 km29 1300mslm)!
Raggiunta la massima elevazione possibile su ruote, tocca scendere un chilometro e raggiungere il bivio verso Arguis: ci si alza verso una selletta tra i pascoli (12.40 km32 1370mslm) e si giunge alla località caseta Gabardiella… ma mi pare ci siano costruzioni in vista: in compenso al Mirador de Gratal son disponibili un tavolaccio e delle panchine rivolte al gran panorama che si apre verso valle.
Si scende verso un coto decisamente chiuso sulla destra e si risale a sinistra su fondo ghiaioso… si attraversa un cancello per il bestiame (ad ora decisamente invisibile) e si tiene la destra a mezzacosta, mentre il GR1 sale a sinistra (13.05 km34,5): il sentiero si alza ora su tratto rotto e fangoso (tocca dare qualche spinta alla bestia) per poi spianare tra i pini e aprirsi finalmente a valle… si vedono già, là sotto, Arguis ed il suo lago.
La pista perde quota ma non ci si può certo rilassare: il fondo è decisamente scassato!
Si va comunque abbastanza veloce, ma tra rocce, sassi, sabbia, radici e canali scavati dalle acque, bè… meglio non distrarsi!
Cengia sotto agli strapiombanti paretoni dove il canyon si restringe: peggio di prima, fondo distrutto (13.40 km39,5)!
Un paio di chilometri e la traccia confluisce in un’altra pista: finalmente il fondo migliora!
Ovviamente c’è un prezzo da pagare: si risale un po’ (14.00 km43)… dislivello facile per raggiungere la testa alla valle, inversione ad U ed ecco la carretera che perde quota in fretta sul costone della valle (14.15 km44,5 1110mslm).
Bivio, due curve, ed ecco il bar di Arguis: chiuso, ovviamente (14.25 km48 1080mD+ 1040mslm).

Pausa autarchica, in ogni caso: il pezzo di pane ed il lomo tenuti da parte vengono buoni, vista la cronica carenza di possibilità di rifocillarsi.
Un’oretta poco più all’ombra ai tavolini del bar fantasma e si va (15.25): subito un paio di chilometri inutili, dato che la pista intravista sulla mappa promette solo dolori! Riprendo quindi il percorso al bivio sopra Arguis, in direzione Sierra de Guara: si sale, naturalmente.
Raggiungo il passo dove sorge il Meson Nuevo, vecchia costruzione ormai in disuso (16.05 +km06,5 1260mspm), e pedalo in piano al fu Tunel de Manzanera, chiuso pure lui: e allora giù tra i cipressi in veloci volute, sempre su carretera fino al fondovalle fatto di canyon, pigri torrenti ghiaiosi e boschetti di pioppi.
Al bivio per Lusera proseguo tra i paretoni lungo il rio (16.35 +km16 910mslm) per un paio di chilometri, quando una serie di tornanti porta a risalire, e poi a proseguire a mezza costa, sempre sulla gola del fiume, che rimane sotto a destra… appena mille metri per rifiatare, e si risale ancora.
Giusto una spianata per tirar su le marce prima di scendere, sotto lo sguardo severo di una parete calcarea: sulla carta potrebbe essere il Corcurezo… mah? (17.25 +km23)
Tocco il fondovalle al bivio per sentiero o camping (17.35 +km27): io vado verso il pueblo di Nocito, dove ci sono un bel ponte in pietra a doppia arcata, alcune notevoli antiche case, un campeggio ed il rifugio.
Al camping de Nocito non c’è nessuno: a me servirebbe qualche informazione, quindi ritorno sui miei passi e mi stoppo per birra e panino al Refugio Casa Lardies, dove fa bella mostra di sè la notevole Cadiera Altoaragonesa, salone dall’enorme cappa centrale che copre il focolare in pietra e le panche in legno istoriate.
E siccome mi danno la colazione solo se mi fermo a dormire… mi fermo qui (17.40 +km29 +590mD+)!

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