Tierra de Alma day16 Nocito _ Boltaña 53,5km 1040mD+

Sveglia alle 07.00 ma resterei volentieri tra le lenzuola: e invece giù a far colazione takeaway, toilette e caricare la bici.
Quando Carlos finisce di far colazione, ripasso per la sala e spazzolo gli avanzi: ok, si può andare!
Giusto un paio di chilometri e poco più per tornare al bivio e prendere la carretera de montaña vista ieri: si sale fino alla stradina per l’Ermita de San Urbez ma resto sulla “principale”, diciamo (0835 km02,5), perdendo quota velocemente per poi rotolare in piano tra gli abeti, da cui emergono tavolieri rocciosi e pascoli cosparsi di massi erratici, sotto lo sguardo della cima pelata alla mia destra (del cui nome non son sicuro… Corcurezo?).
Ormai guadagnata un po’ di quota, tiro dritto anche al bivio per Used (09.00 km07 1110mslm) ed in dieci minuti arrivo a Bara, pueblo dove l’asfalto termina (09.20 km13,5).
Si capisce subito che da qua sarà dura! La traccia segna un guado impegnativo sotto al villaggio: studio un’alternativa e la trovo, ma comunque… vabbè dai, ci provo: è passato un quarto d’ora quando prendo il camino per Nasarre, dapprima tra muretti a secco parzialmente crollati, poi su placche di roccia e su singletrack da enduro, quindi… hike-a-bike, cioè si spinge!
La prima parte quasi facile, quella centrale impegnativa, il finale mena qualche bel colpo, ma eccomi a Nasarre, pueblo abbandonato e semidistrutto, impegnativo anche da attraversare (10.45 km16,5 1200mslm).
Sopravvive, un po’ discosta dagli altri ruderi, la iglesia de San Andreas, con un paio di sepolture nel minuscolo sagrato.
Si riparte al battere dell’ora e si tenta faticosamente di pedalare tra i muretti a secco diroccati, con poco successo: lascio il GR al bivio sul singletrack per Otin, che illude con una partenza facile tra i pascoli, ma poi si rivela scassato, roccioso, sporco… raggiungo comunque Pardina Villanuas, gruppetto di case sfondate abitate solo dall’odore delle capre (11.20 km19) e, dieci minuti ed un chilometro dopo, al bivio per Otin scelgo di seguire le balize… boh!
Scassato, distrutto, sfondato: si spinge comunque fin quasi alla fine, quando si può pedalare un tratto per arrivare in pompa magna al refugio Nieto di Otin (11.45 km20).
Breve sosta al bivacco per fare il punto, e si va: al crocicchio in “centro paese” il coso va fuori di testa e tocca provare un sentiero alla volta fino a trovare quello giusto… esco così da Otin con un chilometro in più, sfrutto un guado su rotaia e becco una pista pedalabile ed una bella fuente d’acqua fresca.
E quella che pare una foratura: bestemmia e gonfia, e vediamo se tiene (km22 sosta15′)!
Collaudo su discesa scassata, più a spinta che a pedali, per poi giungere ad una pista finalmente degna di questo nome… proprio adesso che si poteva tornare ciclista (km23,5)!
Comunque fino a San Hipolito ci arrivo: ruderi, mucche, rovi, placche rocciose e pascoli (12.45 km25).
Prendo il camino de Rodellar a Boltaña e, gonfiando ogni mezz’oretta, arrivo in località Pardina de Montalban, un paio di edifici mal in arnese ed un bivio dove tengo la destra (13.20 km29) per agganciare la carretera, decisamente secondaria, de Valle de Broto, dove giro verso il piccolo pueblo Las Bellostas, giusto cinquecento metri più sotto… sai mai che ci trovi qualcuno o qualcosa (14.00 km32)?
Ottimista! Ovviamente no, quindi dietrofront e ritorno nella direzione corretta, giungendo a El Pueyo de Morcat, dove una svolta rivela i Pirenei, sia pur velati di foschia (14.25 km36).
Si sale ancora, per iniziare a perdere quota solo tre chilometri dopo: al bivio prendo la carretera A1604, che scende decisa (14.50 km36,5).
Giusto una piccola deviazione alle case di Campodarbe, provviste di buona fonte d’acqua (15.05 km43,5), e si continua a perder quota fino al viaducto la Ferrera, ponte con vista (15.20 km49,5): ancora un quarto d’ora ed eccomi in centro a Boltaña dove, a quanto pare, è troppo tardi anche per un panino (15.35 km52 590mslm)!
Una birra al volo, individuo il campeggio e provo ad un bar lungo la carretera: birra e raciones, olè!
Pago la cuenta, attraverso il fiume e, proprio in traccia, mi fermo al Camping La Gorla, (16.15 km53,5 1040mD+).

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