Tierra de Alma day21 Refuge des Corones _ Camprodon 73km 2640mD+
Notte tranquilla: dormo sereno perché sento sempre rintoccare il campanaccio della mia mucca da guardia… o è proprio affamata o soffre d’insonnia!
Esco per una pipì veloce e mi guarda tipo “dove cazzo vai?”
Da quando son arrivato è l’unica presente su questo pascolo, e quando esco alle 06.30 mi rivolge quello stesso sguardo di biasimo con cui mi ha accolto… femane!
La saluto alle 07.45, dopo aver mangiato un quarto di panino ed un cubetto di zuccheri, e si va a riprendere la traccia al bivio da cui sono sceso ieri… bastano quindici minuti e sono sulla rotta giusta ed in quota (1990mslm).
Il coso fa i capricci e non rileva la mia posizione, ma non ci sono dubbi sulla direzione da prendere: continuo quindi la tranquilla salita lungo la Route Forestier tra le conifere, oltrepasso una mandria di giumente con i loro puledri, che occupano tranquilli la carreggiata, e guadagno l’ampio pascolo sommitale, punteggiato da bassi alberi di pino… le montagne, ancora velate dell’umidità della notte, disegnano un ampio arco avvolgente che chiude il panorama (08.35 il coso segna km03?? Naaah, almeno +2, ma vabbè).
Un quarto d’ora per raggiungere il cippo di confine franco-spagnolo da cui scendo lungo la mulattiera a sinistra: dovrei trovare la possibilità di girare a destra, ma è chiusa dalla recinzione elettrica, unica vera barriera tra Francia e Spagna su questo pascolo (08.45 km03,5).
Provo, inutilmente, ad aggirare l’ostacolo ma alla fine sono costretto a sollevare la bici intera e passarla dalla parte opposta per accedere alla mia pista (09.00).
Un breve tratto sull’erba e poi giù su sterrato verticale sconnesso, distrutto, arato, bombardato: l’ultimo centinaio di metri lo faccio da pedone, va là!
Dieci minuti di discesa con finale erboso mi depositano al Col de la Creu de Meians, croce metallica tra questi ultimi prati ispanici.
Da qui si scende a velocità supersonica sui pascoli dall’erba tenera e fresca, poi si sterza nel bosco su pista sterrata ma veloce che esce a tagliare il costone all’altezza di un pascolo verticale, coperto di arbusti.
Al curvone successivo si attraversa un torrente aprendo e chiudendo un cancelletto per il bestiame (09.30 km09) e si procede, la pista a tratti più scorbutica: altro guado, altro cancello (09.45 km12 1640mslm) ed ormai ci siamo… attraverso il piccolo pueblo di Dorria, dove la pista finisce e, dopo una rampa cementata, è carretera in decisa discesa (09.50 km13 1520smlm).
Adesso sì che si perde quota alla grande, senza troppi problemi: seguo il ritrovato Asse Pirenaico fino a passare a monte di Planoles (10.05 km20 1170mslm) e, ormai lanciato verso il fondovalle, freno solo quando arrivo a Ribes de Freser, dove è ora di sosta birra e panino (10.20 27km 910mslm).
Le campane mi richiamano all’ordine: bisogna andare! E sia, ma il coso si perde e l’ago della bussola ruota impazzito… vabbè va, esco dalla cittadina sul Cami de Ventaiola: rampa in cemento a doppia cifra e poi sterra duro sopra alle case e tra le fattorie, aggancia una pista cementata, per fortuna in ombra (11.25 km31 1110mslm).
Il cemento si fa sterrata, ma la pendenza non cambia ed il fondo si fa più pesante… e pure il sole mena forte (11.55 km33 1310smlm)!
Pedalo a testa bassa, perso nei miei pensieri e non mi accorgo di un bivio: o meglio, non controllo la mappa perché penso “no, di là no, troppo scassato!”… e infatti dopo aver risalito un buon cinquecento metri mi viene il dubbio e… si torna giù (12.25 km36,5 1430mslm)!
Doveva esser chiaro: pista scassata, scelta obbligata! Evabbè dai, avanti piano e con pazienza… curvone ad U, la pista migliora, ma il meteo peggiora: nuvoloni e vento freddo (13.15 km40 2290mD+???già??? 1720 mslm).
Altri venti minuti di dura salita e raggiungo un clemente tratto di falsopiano in costa (13.35 km42 1820slm) che mi conduce per mano alla ventosa Collada de Meianel: la sosta acqua e vestizione rivela anche un problema alla ruota dietro, che per ora mi limito a gonfiare (14.00 km45 2510mD+? 1960mslm).
Giusto un quarto d’ora e si pedala in quota tagliando gli umidi pascoli, così simili a quelli di tre giorni fa ma meno estesi, alla volta del Refugio di Tregura, bivacco dall’ampia vista dove appoggio la bici al corral per rabboccare la gomma (14.35 km40 2010mslm).
Raggiungo, credo, il punto più alto (14.50 km51 2620mD 2060mslm) e proseguo, iniziando a perdere quota su ghiaia, sassi, roccette, fango e scoli dell’acqua… l’ideale con la ruota che galleggia!
La discesa è comunque veloce e divertente, ma è con un certo sollievo che saluto la rampa cementata che rende il tutto solo una questione di potenza frenante (1510 km58 2630md 1480mslm).
A Tregurà de Dalt si passa dal cemento all’asfalto… e si rigonfia la ruota per piombare, a curve strette ma senza ulteriori indugi, al ponte sul rio Ter ed alla statale che lo affianca (15.25 km64 1100mslm) portandomi al paesone di Llanars, dove la pausa pranzo è ben meritata (15.40 km69 980mslm).
Il locale è preso d’assalto, ma al di là della completa scomparsa delle patate dal menù, niente da segnalare: un buon plato combinado e relative birre, un dolce per chiudere ed un piano d’azione per chiudere la tappa.. ore 16.30 e si va.
Ripristinata la pressione, è un attimo solcare la principale fino a Camprodon, dove mi registro al hotel Cims, del circuito Bikefriendly, dotato di posto di lavaggio, piccola officina e deposito bici (16.40 km73 2640mD+)…
