Tierra de Alma day19 La Guingueta _ Casa forestal del Coll de Midos 92,5km 3130mD+
Dormito della grossa: sacco chiuso che faceva freddo ma, come da calcoli, la strada asfaltata e la piazzola arretrata a separarmi dal lago, oltre al vento notturno, garantiscono teli tenda praticamente asciutti… una rogna in meno!
Ore 06.45 e son già all’opera: un’ora e venti e son alla ricerca, inutile, di colazione… tanto vale entrare in traccia e scendere al prossimo paese!
Dopo aver costeggiato la riva del lago sul lato opposto alla statale, attraverso la diga e mi aggancio alla C13 in direzione Solt: giù a bomba (08.20 km03)!
Strada poco trafficata, a quest’ora, ed eccomi dunque senza storia a Llavorsì, tentativo di colazione poco riuscito al bar e quindi ulteriore sosta al panificio (08.45 km14,5).
Neanche mezz’ora in tutto e lascio il paese sulla carretera per le valli sulla sinistra: al primo bivio utile prendo la L510 per la Val Farrera (09.25 km19) ma cinquecento metri dopo, al ponte, attraverso il rio su carretera de montaña in buona salita e pedalo verso Tirvia, dove prendo un sorso d’acqua alla fonte davanti l’hostal e proseguo (09.45 km21,5).
Oltrepasso il pueblo di Burg, che accoglie il viaggiatore con una gelida fonte (10.25 km24,5), ed un quarto d’ora dopo ecco Farrera, il pueblo da cui partire seriamente all’assalto (10.40 km26 600mD+ 1350mslm).
Giusto trecento metri di asfalto ancora e, sulla sinistra, stacca una bella pista sterrata tra i prati falciati di fresco che dà accesso ad una speciale area di “protezione acustica”, dove i mezzo a motore sono banditi da novembre a maggio.
Poi la pista si addentra nella zona degli alberi ad alto fusto tra betulle ed abeti, già come ieri, ma con ben altra pendenza e ben altro fondo, molto meno esigenti, per fortuna!
Si guadagna comunque velocemente quota: tiro dritto al bivio El Refugio, ignorando il torrente sulla sinistra (11.25 km29,5 910mD+ 1670mslm).
Mezz’ora e la forestale spiana: si rifiata un attimo e si prende a seguire il fianco della valle mentre gli alberi si diradano un po’ (11.55 km32 1160mD+ quota 1900).
Un curvone e giù verso valle (12.20 km35 1230mD+ 1940mslm): rispetto la salita la discesa è più fangosa e rotta ma comunque sicura e veloce, e porta a fondovalle ad un ampio guado.
Metto la bici in posa per fare qualche foto: passa un fuoristrada in modalità guado Camel Trophy e solleva un’onda che manda la bici a sbattere contro le rocce… mi ritrovo così con la leva del freno sinistro accartocciata! Bè, fa il paio con la gabbietta del deragliatore posteriore: anche questa la sistemo tirandola a piegandola a mano… e incrociando le dita (12.30 km40,5 quota 1740mslm)!
Attraverso sui sassi accompagnando la bici a bagnomaria e proseguo: si torna a salire, ora su fondo più mobile fino al piccolo pueblo in pietra rossonerastra di Les Bordes de Conflent, gruppo di casette e piccola cappella completa di campana. La rampa finale, già dura di suo, è resa più difficile dalla processione delle mucche che, si vede è l’ora giusta, si spostano al pascolo sopra la panchina dell’area relax: stretto tra code e culoni, scendo dalla due ruote e spingo, fino a fermarmi al tavolino… sosta panino (12.55 km52 1310mD+ quota 1820)!
Baguette ai cereali e salame con un paio di centinaia di chilometri: neanche mezz’ora e si va, che tira vento freddo da valle.
Bella rampa finale per guadagnare la Collada de Conflent: mentre giro lentamente sul posto per valutare se fare una foto, boh, la bici si piega e mi tira giù… agganciato al pedale sinistro finisco schienato come un idiota (14.00 km48 1670mD+ 2180mslm).
Giusto dieci minuti e si scende: robba forte, ggiovani!
Scassata, veloce e piena di cunette è la discesa più cattiva fin qua, direi: venticinque minuti a rotta di collo e, girato l’angolo di una fattoria in pietra, ecco un po’ di bitume… il piazzale di un bar hotel resort, boh (14.35 km52).
Un chilometro e mezzo in un soffio e lascio indietro Os de Civis, ultimo avamposto spagnolo: chilometri 55,5 e sono in Andorra.
Si scende lungo la strettissima e tortuosa gola di uno spumeggiante torrente, giusto un paio di rampette per spezzare il ritmo, ed oltrepassata una zona industriale eccomi affrontare rotatoria e sottopasso e giungere a Sant Julia de Loria (15.00 km63 1680mD+ 920mslm).
Che dire: dopo tutte la bellezze naturali viste finora, questo imbuto cementato a fondovalle fa solo venir voglia di fuggire!
Manco una birra, per la fretta che ho di lasciarmelo alle spalle!
E allora via: si sale subito duro, 10 e poi 11% di media sulla salita asfaltosa della Peguera: oltrepasso Aixirivall, dai rigogliosi campi di tabacco (15.45 km66 1970mD+ 1220mslm); mi concedo una sosta ad una fuente lato strada prima di un tornante, sosta 5 minuti, un bel mirador ottimo per bivaccare (16.20 km70 2240mD+ 1490mslm); uno sguardo dal mirador successivo, ma niente di che; raggiungo il Coll Jovell (16.50 km73 2430mD+ 1650mslm), dove si scende, si risale subito, si oltrepassano altre fonti e, dopo un ultimo chilometro facile, ecco La Peguera, specie di passo a fine salita, che in realtà è un bivio dove si gira a sinistra e… si sale ancora, cosa credevi (17.15 km76,5 2580mD+ 1820mslm)?!?
Dai, un’altra mezz’ora su dritto sui pedali ed ecco anche il cartello che indica la fine della salita La Robassa e l’arrivo al bikepark Naturland dove ovviamente è tutto chiuso: addio birrette (17.45 km80,5 2810mD+ 2030mslm)!
Carico acqua ai bagni e riparto alle 18.05: son percorsi del bikepark, quindi parecchio scassati… proprio quel che ci voleva!
In qualche modo arrivo ad un colle dove… faccio la spesa da una coppia di fuoristradista francesi, merci beaucoup! Un po’ di pane in cassetta, un pezzetto di burro, una mousse sono il mio bottino: 18.35 e riparto in discesa ma, invece di attraversare un pascolo che promette di portare facile a fondovalle, taglio in quota tra i pini nella direzione opposta: quando si scende, però, si scende sullo scassato.
Abbandono la linea di discesa sulla mulattiera dissestata e, al bivio, svolto a gomito a sinistra: eccheccazzo, si risale (19.10 km89 2940mD+ 1780mslm)!
Daidaidai che ormai ci siamo: sulla mappa ho visto il posto giusto per bivaccare! A fondovalle arriverei col buio, meglio di no, e per stanotte son previste temperature rigide, quindi niente tenda minimal e sacco leggero a duemila metri di quota!
Dunque, ultimi curvoni sassosi distrutti dai quattroruote, devio su mulattiera che taglia sotto la pista ed ecco, svoltato l’angolo, un grande prato verde che digrada verso la linea delle latifoglie e, a sinistra, il refugio casa forestal del Coll de Midos, con il grande abbeveratoio dall’acqua gelida ed il caminetto pronto all’uso (19.55 km92,5 3130mD+ 2010mslm)!
Una buona spazzata al pavimento e mi preparo la cuccia per stanotte, poi accendo il fuoco e metto su la zuppa…
PS Entri in Andorra e ti si scarica il telefono a ripetizione: non è Europa, occhio!
