Tierra de Alma day07 Gallocanta _ Letux 121,5km 1150mD+

Sveglia alle prime luci o quasi, fornita dagli starnazzanti pennuti della laguna: quarantacinque minuti e salto in sella, per completare il periplo della conca iniziato ieri sera (07.30).
Niente da fare: la parte più fotogenica è proprio quella percorsa ieri notte al buio! Per fortuna che nel 2021 son passato all’alba!
È comunque un bello spettacolo e si pedala volentieri sulla pista compatta e veloce, nell’arietta fresca del mattino: anello quasi chiuso e mi lascio Gallocanta alle spalle, in cerca di desajuno!
Tornos: bar aperto e già affollato, ben tre avventori alla barra! Con caaaalma ma vengo servito anch’io: faccio colazione due volte, tanto per andare sul sicuro! La televisione, nel frattempo, ci aggiorna su quanti son stati incornati o calpestati durante l’encierro di San Firmin… al momento nessun morto (08.20 km10,5).
Meno un quarto alle 09 e si va: basta un chilometro per agganciare l’asfaltata principale per Castejon de Tornos (09.00 km16) da cui si sterra quasi subito. Si scende (km21) in una sierra molto selvaggia ed abbandonata, tra ruscelli da guadare ed alberi bruciati, si risale e, in tutto un paio di chilometri, si scende ancora, ma adesso in valle aperta, tra mandorle e grano (km23).
Ritrovo l’asfalto e posso mollare i freni in discesa (09.40 km24,5) e giungere al vecchio ponte sul  rio Jiloca (09.50 km27,5) che dà accesso al pueblo di Baguena, dove termina questa prima tranche della tappa odierna (09.55 km28 190mD+).

Azzero e riparto (10.00 +km00).
Dieci minuti e presso San Martin del Rio prendo il camino natural Santander_Mediterraneo, che lascio dopo dieci chilometri scarsi: un chilometro ancora e sono all’entrata turrita di Daroca (10.30 km+10,5).
Gironzolo per la bella cittadina medievale scattando qualche foto: ne esco dopo un quarto d’ora (10.45 +km12) su un sabbioso sentiero alla periferia della città, che conduce ad una zona industriale e da qui alla principale. La affianco per un breve tratto su un cammino che, in poco tempo, è costretto a riportarmi alla carretera.
Un paio di chilometri son sufficienti per arrivare al bivio: carcere o fuente de la Aldehuela? La seconda, dai (km16)!
Il percorso sabbioso prescelto sale subito, impenna cattivo senza mai mollare ed incrocia sulla sierra un altra pista (11.20 +km18??? quota 950mslm), ma tira dritto senza pietà solcando un rosso altopiano, maculato di verdi e gialli, sorvolato da pigri rapaci.
Incrocio la carretera A1507 dove passa sopra all’autopista, in direzione Romanos: appena fuori dal pueblo mi concedo una rapida sosta cervezaylimon (11.55 +km27).
Quindici minuti e via, subito su pista rural a raggiungere Villahermosa (12.20 +km31, c’è un bar) , poi Lanzuela (12.35 +km34,5 c’è una fuente), agganciare la carretera secondaria TEV1521 (13.00 +km37,5) e prendere un sentiero in discesa (13.05 +km38) per ritrovarsi a passare numerosi piccolo guadi mollissimi, dove le ruote si piantano (13.25 +km42), per poi costeggiare una grande pozza animata da libellule e ranocchie.
Finalmente raggiungo Badenas (13.55 +km45): faccio per entrare ed il barista esce chiavi in mano! Gli faccio pena, e mi scodella sottaceti, qualche avanzo, un paio di birre e se ne va… va benissimo, grazie mille!
Spuntino all’ombra, pulisco la trasmissione incrostata, sonnecchio: tocca partire, giovane!
Ore 15.40 e si va: tre chilometri o giù di lì e si traversa il ponte sul rio Camara, da dove si sterra a destra, si sale e si scende a Santa Cruz de la Noguera (15.55 km49,5 890mslm): indovina?
Si sale, si scende, ma stavolta su pista sassosa, fangosa, ghiaiosa, pesante che sale e scende al crinale eolico, dove per lo meno la pista è una superficie stabilizzata (16.25 km54,5 940mslm).
Poi, però, scassa: altro crinale eolico,  via dritto (16.55 km58); pueblo di cui non ricordo il nome ma dotato di bar e fuente: mi faccio una caña veloce (17.10 km62).
Riparto su pista che stacca di fianco al cimitero, rimane alta per poi incrociare la carretera e scendere a Moyuena (17.40 km66,5) da cui procedo macinando chilometri semidesertici con poca storia: raggiungo dei ruderi e una pozza nel verde altopiano (18.25 km77), scendo a bomba e aggancio l’asfalto, che lascio per il ponte di sassi tra i detriti della recente “brentana” che ha colpito questi paesi.
Azuara, birretta ed info, quindi (19.10 km86,5): l’albergo c’è ma l’inondazione del mese scorso l’ha spazzato via assieme al ponte!
E te pareva!!!
Birra meditativa, occhiata alla traccia e a maps, chiamate a vuoto al pueblo successivo… bah: parto e vediamo se trovo qualcuno!
Venti minuti di asfalto ed eccomi a Letux, di fronte al hotel Marques de Lezan, a gestione comunale: per fortunata coincidenza la proprietaria del telefono che non rispondeva sta uscendo proprio ora dal bar della piscina… un fischio per attirare la sua attenzione e riesco ad assicurarmi un stanza (20.10 km93,5 960mD+)!
La cena? Al bar della piscina a fianco, ovviamente: l’hamburger più lento del mondo, ma va ben così…

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