Tierra de Alma day02 Gandesa _ Mas de las Matas, km97,5 1690mD+

Ceno ad un tavolino lungo la calle nella ventosa serata di Gandesa: hamburger, insalata, patatine, birre, ed il primo orujo del viaggio.
Torno all’hotel, meritatissima doccia e mi sbatto in branda.
Finestra spalancata, mi sveglio alle prime luci e mi alzo alle 06.30: colazione basica ma sostanziosa al buffet, toilette, affardellamento e via che si va (07.55 km00).
Traverso il centro e vado a prendere il Camì a Bot: è subito ghiaia, vento, sierras… che spettacolo!
Al km09 ritrovo l’asfalto ed in breve eccomi a Bot centro (08.35 km10): nessuno in giro, tutto chiuso.
Lo attraverso: ripida escalera e giù alla vecchia stazione dove inizia la Via Verde… ma non per me!
Giù su rampa verticale alla carretera secondaria TV3301 che lascio subito per il camino rurale Les Olles, che corre invece a mezzacosta (08.45 km11,5).
Ingannevole inizio: interminabili sali e scendi parallelo alla sierra… tocco il punto più basso in corrispondenza delle Olles (piscine naturali) da cui una rampa spigata risale duramente e continua poi nella verde vallata, mentre le scure creste rocciose mi osservano dalla sinistra.
Giungo in salita nei pressi del paese di Horta, preannunciato dall’antica Torre del Prior ed una cisterna/lavadero coperta, stranamente posizionata tra campi e mandorle (09.25 km19).
Si sale ancora, scollino tra i muretti al bivio per il Convent de Sant Salvador (09.40 km20,5) ed eccomi, in salita, ai piedi dell’arroccato borgo di Horta de San Joan: un giro per il centro semideserto, una breve visita alla massiccia chiesa gotica ed all’antica prigione al lato, e poi, finalmente, giù al lato opposto per trovare birra e panino (09.55 km22).
Pago e mi aggiorno sulla situazione degli incendi che stanno devastando la Terra Alta de Ebro: sembra tutto ok lungo il mio percorso: 10.30 e si va.
Torno in traccia, giro a sinistra in discesa, imbocco una mulattiera disastrata e… boh, uno schiocco e la gabbietta del deragliatore posteriore risulta, non so come,  piegata (10.40)!
Nessun meccanico in zona, tocca improvvisare: una foto su wapp ed una telefonata al Tex, lì a casa!
Mi appoggio al monumento in centro ad una rotatoria, breve consulto, un po’ di improvvisazione, prove su strada ed alle 11.00 si va e vediamo che succede!
Sterro subito, polvere e sassi, poi un po’ d’asfalto: all’ingresso del Parc de les Ports, il Salt de Ferrassó, mi fermano i guardaparco per mettermi sull’avviso riguardo gli incendi (11.15 km27). Conveniamo che la mia rotta sia sicura, per ora, e che mi aggiornerò ad ogni pueblo: uno sguardo a las Roques de Benet e riparto.
Breve tratto d’asfalto panoramico, poi sterra tra campi e mandorle verso l’interno, per tornare più oltre su carretera secondaria e buttarsi in discesa.
Appena fuori il villaggio di Mas Nou la traccia si butta a sinistra per il Cami del Calvari, che abbandono subito su sterrata scassata (11.40 km33,5).
Proseguo in prevalente salita su bella forestale fino al bivio de La Creu: mulattiera in discesa per Toll del Vidre (12.00 km37).
Giù a bomba, su fondo variamente spaccato, poi bivio a destra per Breseis: in alto vedo roteare i primi buitres (12.10 quasi km39)… un paio di chilometri ancora e scollino, finalmente discesa!
Sterro su ghiaia e polvere fino al bivio asfaltato per Beceite (12.40 km43,5), cui si giunge in un quarto d’ora dal lato del rio… Berceis quindi (12.55 km47: stesso pueblo ma due nomi, catalano e castillano): giunto all’imponente ed antico ponte, devo constatare che tutti i bar son chiusi… dall’altra parte del pueblo, però, lungo il rio, trovo un ristorante aperto: ore 13.00, ora di pausa.
Info incendio, radler da mezzo, telefono in carica, cazzeggio al fresco: dai che si va (13.40)!
Su subito, Camì del Pantano: qualche muretto ma scorrevole, il sole mena ma c’è un po’ di venticello tra stoppie e muretti.
Eccomi in vista dell’embalse, che costeggio sul lato destro (14.10 km51,5): in bici e a piedi si può percorrere la diga e proseguire sul lato opposto della presa… ghiaia fina, ghiaia grossa, sassi enormi e pendenze criminali: fatica garantita!
Finalmente abbandono l’anello lungolago per una forestale a destra verso Pedals dels Ports: si sale (14.35km55).
La valle si apre, la pista più docile inizia a scendere (km59 circa) e porta al bivio Placa de Font per Penarroja (15.05 km60): bastano dieci minuti per trovare l’asfalto e traversare il ponte sul rio in secca (15.15 km61,5).
Giungo così a Penarroja de Tastavins, dove è ora di pausa panino, a costo di interrompere la partita a carte dei senior locali (15.30 km64,5)!
Un’ora e riparto: giusto dieci minuti d’asfalto, poi si sterra sull’altopiano, dove la prima mietitura è già avvenuta; proseguo sollevando polvere tra prati, frutteti, pinares (16.40 km67,5).
Discesona finale e sbatto sulla rotatoria del sottopasso alla carretera per Santander (17.25 km75) dove proseguo sulla TEV8411 fino a Torre de Arcas: eccomi in Aragona (17.30 km77)!
Prendo il sentiero del Mont Roig: pazzesca ed ombrosa pista forestale che scivola sotto ai paretoni aggettanti che si sporgono sul torrente, solo a tratti visibile, che si srotola tra le rocce.
Giungo ad un bivio tra pini e massi erratici: lascio il GR4 Mont Roig tirando dritto invece che proseguire in discesa… si sale, guarda un po’ (18.00 km82)!
Attraverso un rigagnolo e guadagno l’attacco al GR8: tanto per cambiare si sale ancora (18.10 km83,5).
Pedalo adesso in una valle aperta, tra grano mietuto e ruderi (18.20 km87) per poi imboccare una ghiaiosa discesa.
A fondovalle un altro guado, stavolta bello ampio ma poco fondo: oltrepasso una cava, imbocco una pista parallela alla strada ma più in basso (18.40 km90,5), ed in dieci minuti ed un paio di chilometri attraverso anche questo nastro d’asfalto.
Attenzione! Un fuoristrada fermo davanti a dei capannoni industriali? Prestami i tuoi attrezzi, o villico operoso!
Pinza e pappagallo, armeggio con la gabbia delle pulegge e tento di sistemarla il meglio possibile: venti minuti e rendo gli utensili al mio benefattore… speremo ben!
Cinque minuti e sono ad Aguaviva: entro al super ed esco con un bottiglione di Acquarius dai minuti contati (19.05 km93,5).
La cassiera dice che non ci sono chance, io guardo su Booking e Maps: trovo un campeggio al prossimo pueblo. Chiamo e… esiste, è aperto, c’è posto. Arrivo!
Batte la mezz’ora e via sui pedali: niente ultimo tratto fuoristrada per evitare sorprese e collaudare la modifica… nastro d’asfalto principale in prevalente discesa, traverso il rio Guadalope, mi butto a sinistra prima del paese ed eccomi qua, Camping La Palanca a Mas de las Matas (19.40 km97,5 1690mD+).

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